venerdì 9 agosto 2013

trip on the boat

Sono felice.
Non so perche'.
O meglio, lo so.

Iniziano a girare le cose. Inizio ad avere una rete. Ci sono persone intorno a me, che posso chiamare per uscire, con cui posso combinare una gita, ci sono mille cose da fare, una biblioteca enorme con libri in tutte le lingue da scoprire, la corsa sulle dune, la palestra e la piscina in pausa pranzo. La sauna. Ci sono nuove amicizie che stanno nascendo, ci sono risate a tutte le ore perche' inizio ad avere confidenza e scherzo, ed e' divertente ridere.

E c'e' un percorso magnifico sulle dune, un sali scendi bellissimo, che ad un certo punto sbuca dopo una salita, su un cocuzzolo, che se ti guardi intorno vedi solo queste sensazionali dune da un lato, e uno strapiombo sul mare dall'altro. Non e' proprio uno strapiombo, digrada in maniera dolce, ma non lo vedi. Vedi solo questa massa di verde, e il mare, non c'e' uno stacco. E guardare tutto cio' mentre corri ti porta pace. C'era il sole che stava calando ieri, mi accecava un po', vedevo il mare luccicare, non c'era molto vento. Era bellissimo.

Ho comprato un po' di cose. Inutili. Ma poco importa. Mi lascio guidare dall'istinto e dai desideri. Senza pensare troppo. E' cosi' che ora possiedo due nuove borse (una di pelle fatta a Firenze, come potevo resistere), un vestitino, tre collane, un braccialetto, una maglia. Sicuramente anche altro. A si. Due paia di scarpe. E un paio di jeans. Una sciarpina coi fiori.

Tra l'altro ho un problema di gestione in casa. I fiori stanno morendo, non so cosa fare. Sono ingialliti dopo 10 giorni di convivenza. Sono piante in realta'. Vorrei documentare con foto il loro stato. Magari domani faccio qualche shot... Cosa posso fare? Parlare loro? Bagnarle? Quando come perche' dove.

Aiuto.
Ho sempre avuto il pollice nero. L'unica pianta che mi sopravvive e' la rosa di Jerico.


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