giovedì 19 settembre 2013
sorry for him
Ieri sono andata in palestra. A parte il fatto che non mi sono ancora abituata alla macchina nella quale metti le cose bagnate e lei inizia a centrifugare e te le asciuga, oppure alla cassaforte in cui metto le mie cose e blocco con un codice... A parte queste cose, vado in palestra dicevo.
Mi stavo cambiando, ed entra una nanerottola, col la divisa del judo, o karate, non so. Entra con un altro nanerottolo, un nanerottolo maschio. Parlano in inglese i nanerottoli.
Ecco la scenetta:
Nanerottola: Come oooon, go out, it's the women' dressing room this one...
Nanerottolo: Mmmm ok ok calm down, I gooo.
Nanerottola (rivolta a me): Sorry for him...
Io: Oh yes don't worry, I understand...
Nanerottola: You know... He's young.
Io: Oh, yes, I see... really, don't worry.
Nanerottola: Yes... he's young... I mean... he's only 6.
Io: He's only a child, you're right.
Nanerottola: I KNOW... I'm older. I am 8 years old.
Io: Oh... now it's clear...
Nanerottola: Yes, I am really wiser.
Ero allibita. Ad ogni modo la Nanerottola mi chiede se sono italiana, e le dico di si. Al che mi dice che pure lei e' italiana. Ero sconvolta dalla facilitá con cui cambiava lingua. Io a 8 anni avevo difficolta' a usare i congiuntivi, altro che inglese. La Nanerottola si chiama Alina. E mi ha fissato tutto il tempo durante la mia lezione di circuit training, mentre lei nell'altra parte di palestra faceva judo/karate, e mi salutava con la manina ogni volta che poteva.
:)
Mi stavo cambiando, ed entra una nanerottola, col la divisa del judo, o karate, non so. Entra con un altro nanerottolo, un nanerottolo maschio. Parlano in inglese i nanerottoli.
Ecco la scenetta:
Nanerottola: Come oooon, go out, it's the women' dressing room this one...
Nanerottolo: Mmmm ok ok calm down, I gooo.
Nanerottola (rivolta a me): Sorry for him...
Io: Oh yes don't worry, I understand...
Nanerottola: You know... He's young.
Io: Oh, yes, I see... really, don't worry.
Nanerottola: Yes... he's young... I mean... he's only 6.
Io: He's only a child, you're right.
Nanerottola: I KNOW... I'm older. I am 8 years old.
Io: Oh... now it's clear...
Nanerottola: Yes, I am really wiser.
Ero allibita. Ad ogni modo la Nanerottola mi chiede se sono italiana, e le dico di si. Al che mi dice che pure lei e' italiana. Ero sconvolta dalla facilitá con cui cambiava lingua. Io a 8 anni avevo difficolta' a usare i congiuntivi, altro che inglese. La Nanerottola si chiama Alina. E mi ha fissato tutto il tempo durante la mia lezione di circuit training, mentre lei nell'altra parte di palestra faceva judo/karate, e mi salutava con la manina ogni volta che poteva.
:)
la piu' bella del mondo
Ogni tuo pensiero ogni singolo movimento
ogni tuo silenzio ogni giorno di più, io trovo
in tutto quel che fai io vedo in tutto quel che sei
la ragazza che da sempre è stata nei sogni miei
e tutto quanto il mondo intorno è più blu
non c'è neanche una salita quando ci sei tu
tu che sei la perfezione per fortuna che ci sei
apro le mie braccia al cielo e penso
sei la più bella del mondo
la più bella per me
religione per me
mi piaci da impazzire
mi piaci come sei
fai quello che senti
manifesti i tuoi sentimenti mostrandoli
con il ritmo del tuo cuore
e se qualche strega o una befana ce l'ha su con te
non c'e' odio sul tuo viso ma un sorriso perché
sei la più bella del mondo
e tutto quanto il mondo intorno è più blu
non c'è neanche una salita quando ci sei tu
sei la più bella del mondo
sei la più bella per me
ed era tutta la vita che
non aspettavo che te
sei la più bella del mondo
questa canzone per te
amore senza confine
quando una fine non c'è
sei la più bella del mondo
ogni tuo silenzio ogni giorno di più, io trovo
in tutto quel che fai io vedo in tutto quel che sei
la ragazza che da sempre è stata nei sogni miei
e tutto quanto il mondo intorno è più blu
non c'è neanche una salita quando ci sei tu
tu che sei la perfezione per fortuna che ci sei
apro le mie braccia al cielo e penso
sei la più bella del mondo
la più bella per me
ed era tutta la vita che non aspettavo che te
sei la più bella del mondoreligione per me
mi piaci da impazzire
mi piaci come sei
fai quello che senti
manifesti i tuoi sentimenti mostrandoli
con il ritmo del tuo cuore
e se qualche strega o una befana ce l'ha su con te
non c'e' odio sul tuo viso ma un sorriso perché
sei la più bella del mondo
una vertigine combinazione di cellule dove uno sbaglio non c'è
e i tuoi passi hanno il suono di una danza
che vibra intorno
o dolce fiore mi regali tenerezza
e una vita travolgente infinitamente
bella come te..
e tutto quanto il mondo intorno è più blu
non c'è neanche una salita quando ci sei tu
tu non sei un'illusione per fortuna che ci sei
come mai non te l'avevo dettosei la più bella del mondo
sei la più bella per me
ed era tutta la vita che
non aspettavo che te
sei la più bella del mondo
questa canzone per te
amore senza confine
quando una fine non c'è
sei la più bella del mondo
mercoledì 18 settembre 2013
la poesia del giapponese
Amo il cibo giapponese. Non so come mai ma il mio primo incontro fu davvero terribile. Tornai a casa da quella cena con un disgusto mai provato prima. Ma poi ritentai, e da allora fu amore.
Ho trovato un giapponese anche qua.
Nemmeno qua... meglio che questo orrore rimanga in una piccola foto...
Ho trovato un giapponese anche qua.
Ovviamente qua sotto non sono io che distruggo CON LE FORCHETTE, la poesia...
Nemmeno qua... meglio che questo orrore rimanga in una piccola foto...
E questo il ritorno a casa....
fight, eccheccaz.
Si dunque. La stagione dei monsoni e' qua cominciata. Motivo per cui ho deciso di lottare strenuamente per sorridere ogni giorno, almeno 5 minuti.
Aggiornamenti vari sulla mia vita qua in terra nederlandese....
Punto uno
Devo ammettere che aver messo il poster di Parmitano e della Tereskova mi fa sentire una figa stratosferica. Insomma io Parmitano lo adoro veramente, manco fosse un astronauta italiano orbitante nello spazio. Beh la Tereskova si chiamava come me, ed e' stata la prima donna nello spazio. Un segno del destino.
Come si puo' vedere, sotto c'e' il mio piano salvezza, vale a dire tazze tazzine, the, e una sciarpa. Forse non si capisce bene ma quella roba beige in basso e' la sciarpa con cui proteggo le mie gote quando sono in bici e sto pedalando spedita verso casa, o verso lavoro.
Punto due
C'e' da dire che fa freddo qua. E quindi sono subito corsa ai rimedi...
Punto tre
Vi presento Holly. Holly come Holland. Lui e' il mio gufetto. Fa un verso che sembra un gufo vero e gli si illuminano gli occhi se schiacci un pulsantino. Io amo i gufi. Holly me l'ha regalato un collega.
Punto quattro
Sabato c'e' stata la Ladies Run. Cui non ho partecipato perche' sono andata all'appuntamento con un giorno di ritardo. Me genio. Ma ho pagato l'iscrizione lo stesso eh. E la gara me la sono fatta per conto mio. Tie'.
Aggiornamenti vari sulla mia vita qua in terra nederlandese....
Punto uno
Devo ammettere che aver messo il poster di Parmitano e della Tereskova mi fa sentire una figa stratosferica. Insomma io Parmitano lo adoro veramente, manco fosse un astronauta italiano orbitante nello spazio. Beh la Tereskova si chiamava come me, ed e' stata la prima donna nello spazio. Un segno del destino.
Come si puo' vedere, sotto c'e' il mio piano salvezza, vale a dire tazze tazzine, the, e una sciarpa. Forse non si capisce bene ma quella roba beige in basso e' la sciarpa con cui proteggo le mie gote quando sono in bici e sto pedalando spedita verso casa, o verso lavoro.
C'e' da dire che fa freddo qua. E quindi sono subito corsa ai rimedi...
Punto tre
Vi presento Holly. Holly come Holland. Lui e' il mio gufetto. Fa un verso che sembra un gufo vero e gli si illuminano gli occhi se schiacci un pulsantino. Io amo i gufi. Holly me l'ha regalato un collega.
Punto quattro
Sabato c'e' stata la Ladies Run. Cui non ho partecipato perche' sono andata all'appuntamento con un giorno di ritardo. Me genio. Ma ho pagato l'iscrizione lo stesso eh. E la gara me la sono fatta per conto mio. Tie'.
venerdì 13 settembre 2013
manca manca celo
mi manca la pizza
ne ho voglia da una settimana, me la sogno, la voglio, e non ce l'ho
mi manca il mio lievito madre e il mio pane fatto la domenica
mi manca il sole di settembre, quella luce abbagliante delle 6
quel meraviglioso sole di settembre
mi manca correre nelle sere di settembre, poco prima che diventi buio, con quel calore bellissimo, le maniche corte e quell'illusione che, é vero, e' gia' settembre, ma giochi a rincorrere gli ultimi sintomi dell'estate
mi mancano tutte le sagre che ogni settimana cercavo e andavo a vedere
mi manca poltrire la domenica in casa mia, con la coperta addosso e il sole, il sole di settembre
mi manca un po' la mia Italia
mi mancano i propositi che faccio sempre a settembre. cosa posso fare qua, in terra di nessuno? nessun nuovo proposito
mi mancano i miei paesaggi, i miei scorci, ció che vedevo sempre con gli occhi, che me li riempiva, quello che c'era sempre nei miei occhi, e c'e' stato fino a poco fa, quel settembre magnifico
mi mancano i miei amici che oramai non vedo da quasi tre mesi
mi mancano le castagne e i funghi
le zuppe
le foglie gialle che scricchiolano sotto i piedi
e che qua non scricchiolano perche' sono bagnate che piove sempre
mi manca tanto non avere il forno. non faccio una torta da giugno.
mi manca tutto oggi. tutto
soprattutto la pizza.
ne ho voglia da una settimana, me la sogno, la voglio, e non ce l'ho
mi manca il mio lievito madre e il mio pane fatto la domenica
mi manca il sole di settembre, quella luce abbagliante delle 6
quel meraviglioso sole di settembre
mi manca correre nelle sere di settembre, poco prima che diventi buio, con quel calore bellissimo, le maniche corte e quell'illusione che, é vero, e' gia' settembre, ma giochi a rincorrere gli ultimi sintomi dell'estate
mi mancano tutte le sagre che ogni settimana cercavo e andavo a vedere
mi manca poltrire la domenica in casa mia, con la coperta addosso e il sole, il sole di settembre
mi manca un po' la mia Italia
mi mancano i propositi che faccio sempre a settembre. cosa posso fare qua, in terra di nessuno? nessun nuovo proposito
mi mancano i miei paesaggi, i miei scorci, ció che vedevo sempre con gli occhi, che me li riempiva, quello che c'era sempre nei miei occhi, e c'e' stato fino a poco fa, quel settembre magnifico
mi mancano i miei amici che oramai non vedo da quasi tre mesi
mi mancano le castagne e i funghi
le zuppe
le foglie gialle che scricchiolano sotto i piedi
e che qua non scricchiolano perche' sono bagnate che piove sempre
mi manca tanto non avere il forno. non faccio una torta da giugno.
mi manca tutto oggi. tutto
soprattutto la pizza.
martedì 10 settembre 2013
tempesta e autunno
Sabato mamma e papà sono tornati a casa, e la casa sembrava subito vuota. Domenica non sapevo come riempire il tempo, ma non avevo voglia di fare la turista, allora ho preso la bici e sono andata a fare un giretto. Poi tornata dal giretto c'era un cielo strano, rosso e nero. E io ho avuto una brillante idea. Perchè non andare a correre. Perfetto. Metto le scarpe ed esco. A metà corsa inizia il diluvio. Non un diluvio normale. No, un diluvio con un vento terribile. Mi avevano detto che pioveva in orizzontale qua ma io non pensavo potesse essere così terribile. Sta pioggia si è poi trasformata in grandine che mi entrava nelle orecchie. Arrivata sul pianerottolo di casa mi sono spogliata e sono entrata nella doccia, e a quel punto, shock termico o qualcosa di simile. Ho iniziato a gonfiare e diventare fucsia. Va beh sono viva ok. Non è successo niente. Ma odio la pioggia. La odiavo quando ero in Italia, la odio ora.
Secondo incontro con la pioggia. Inizio il corso di olandese. Lunedi sera. Finito il corso vado a casa, ovviamente in bici. Piove. Diluvio. Mantellina serve a poco. Marcia e zuppa come un pulcino. Doccia di nuovo e vestiti marci.
Terzo incontro con la pioggia. Oggi. Vado a un convegno. Bellissimo tra l'altro. Torno e la pioggia sta venendo giù a secchiate, ovviamente in orizzontale. Aspetto che ceda un attimo e in un istante strategico, decido di uscire e di andare alla lezione in palestra delle 18. Mi avvicino all'insegnante della lezione precedente, quando stava terminando e mi presento. Sai com'è, è la prima volta che vado. No Valentina I'm so sorry, the lesson today is cancelled. Ah ok grazie. Allora mi faccio 5 km sul tapis roulant giusto per non sprecare il fatto che fossi già vestita da palestra. E un po' di squat, che male non fanno. Sauna. Doccia. Esco. Piove in maniera decente. Salgo sulla bici con il mio poncho verde mi avvio. Casa dista estattamente 10 minuti di bici dal lavoro. Per quanto piova, e sembra piovere in maniera non devastante, sono solo 10 minuti. Vado fiduciosa. A metà percorso la devastazione. Vento a non so quanti nodi, ho controllato prima on line ma mi sono scordata. Comunque fortissimo. Non riesco ad andare avanti con la mia bici. Io e il mio poncho verde scendiamo dalla bici e proseguiamo a piedi. Siamo a 1.5 km da casa circa. Faccio 500 metri a piedi. 500 metri in cui a un certo punto il vento mi solleva e toglie il poncho. Con un vento che mi spinge nella corsia delle auto, quella opposta però. Il poncho nel frattempo risistemato mi si copre la faccia e non vedo dove sono, ma mi sposto nella carreggiata opposta. Beh bel modo di morire per lo meno. Con un poncho verde che ti copre la faccia e presa in pieno da una macchina.
Per favore. Ditemi che questa non è la norma. Il mio simpatico capo tedesco mi ha detto che NO, questa non è la norma.
Grazie di esistere capo tedesco. Ti stimo profondamente per dirmi tali verità.
Ah. Per la precisione mi piove in casa.
Secondo incontro con la pioggia. Inizio il corso di olandese. Lunedi sera. Finito il corso vado a casa, ovviamente in bici. Piove. Diluvio. Mantellina serve a poco. Marcia e zuppa come un pulcino. Doccia di nuovo e vestiti marci.
Terzo incontro con la pioggia. Oggi. Vado a un convegno. Bellissimo tra l'altro. Torno e la pioggia sta venendo giù a secchiate, ovviamente in orizzontale. Aspetto che ceda un attimo e in un istante strategico, decido di uscire e di andare alla lezione in palestra delle 18. Mi avvicino all'insegnante della lezione precedente, quando stava terminando e mi presento. Sai com'è, è la prima volta che vado. No Valentina I'm so sorry, the lesson today is cancelled. Ah ok grazie. Allora mi faccio 5 km sul tapis roulant giusto per non sprecare il fatto che fossi già vestita da palestra. E un po' di squat, che male non fanno. Sauna. Doccia. Esco. Piove in maniera decente. Salgo sulla bici con il mio poncho verde mi avvio. Casa dista estattamente 10 minuti di bici dal lavoro. Per quanto piova, e sembra piovere in maniera non devastante, sono solo 10 minuti. Vado fiduciosa. A metà percorso la devastazione. Vento a non so quanti nodi, ho controllato prima on line ma mi sono scordata. Comunque fortissimo. Non riesco ad andare avanti con la mia bici. Io e il mio poncho verde scendiamo dalla bici e proseguiamo a piedi. Siamo a 1.5 km da casa circa. Faccio 500 metri a piedi. 500 metri in cui a un certo punto il vento mi solleva e toglie il poncho. Con un vento che mi spinge nella corsia delle auto, quella opposta però. Il poncho nel frattempo risistemato mi si copre la faccia e non vedo dove sono, ma mi sposto nella carreggiata opposta. Beh bel modo di morire per lo meno. Con un poncho verde che ti copre la faccia e presa in pieno da una macchina.
Per favore. Ditemi che questa non è la norma. Il mio simpatico capo tedesco mi ha detto che NO, questa non è la norma.
Grazie di esistere capo tedesco. Ti stimo profondamente per dirmi tali verità.
Ah. Per la precisione mi piove in casa.
venerdì 6 settembre 2013
giovedì 5 settembre 2013
desbela
Come si dice in piemontese sono sempre stata una desbela. Una che disfa.
Ieri sono andata in spiaggia per una passeggiata dopo cena. E come da mia abitudine passavo sopra i castelli dei bambini. Non c'erano piu' i bambini creatori dei castelli chiaramente. Li pesto e li distruggo. Non i bambini, no, i castelli sto dicendo.
A un certo punto sprofondo, totalmente, fino alla vita, in una fossa.
Sono stata giustamente punita per tutto il mio pregresso di castelli distrutti.
Ieri sono andata in spiaggia per una passeggiata dopo cena. E come da mia abitudine passavo sopra i castelli dei bambini. Non c'erano piu' i bambini creatori dei castelli chiaramente. Li pesto e li distruggo. Non i bambini, no, i castelli sto dicendo.
A un certo punto sprofondo, totalmente, fino alla vita, in una fossa.
Sono stata giustamente punita per tutto il mio pregresso di castelli distrutti.
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