venerdì 31 gennaio 2014

di tutto restano tre cose

Di tutto restano tre cose:
la certezza
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.


Fernando Pessoa

mercoledì 29 gennaio 2014

ditemi che passa

Ditemi che poi passa.
Ditemi che prima o poi passa questo senso di non appartenenza.
Ditemi che uno a un certo punto inizia a sentirla come casa sua.
Ditemi che uno ci mette l'impegno e poi di punto in bianco, capita, sei a tuo agio.
Ditemi che succede.

Perche' io diciamo che sto bene, mi ambiento, coltivo amicizie, faccio cose, mi integro, faccio.
Ma poi quando viene la sera, mi sento un po' perduta, ancora.
Anche dopo 7 mesi.
E mi chiedo se sono io che sono lenta ad adattarmi o se e' normale.
Io sono quasi certa di avere una curva di adattamento molto lenta.
Ma vorrei conferme.
Vorrei qualcuno che mi dicesse: Passa.
Vorrei qualcuno che mi dicesse: Vedrai che i momenti in cui ti senti persa saranno sempre meno.

Non mi lamento eh, l'ho scelto io e lo so.
Sono pure fortunata.
Lavoro qua in questo mega fighissimo ambiente multi cultural e mi sento onorata quando lavoro su missioni spaziali. A dirla tutta mi gaso un casino e mi sento fighissima. Ma sempre un po' perduta quando viene sera.
E quando devo inforcare quella maledetta bicicletta, non ne ho voglia ecco.
Ci sono momenti in cui mi vorrei solo catapultare indietro, nella mia vecchia vita, con le mie cose, i miei amici, il mio lavoro vicino casa, tutto li'.
Ma mi rendo conto che questo smaterializzarmi e rimaterializzarmi indietro nel tempo non e' possibile. Proprio no.

Quindi.
Che fare.
Dunque.
Me lo chiedo.
Cerco di essere positiva.

Ho iniziato il 2014 con dei grandi propositi e ho deciso di fare dei micro obiettivi ogni settimana, per spezzare il tempo e avere visioni di breve periodo.
Funziona sapete?
Ok, sono solo 4 settimane che applico il piano, ma funziona.
Mi scrivo realmente cosa posso e cosa desidero fare, degli obiettivi, dei goal.
Sportivi, affettivi, lavorativi.
Piccole cose che so di poter fare.
Non cose irrealizzabili.
E le ho fatte tutte finora.

Cerco di farcela si, per quanto sia difficile.
Forse non sono io a essere lenta. Forse é naturale.
Una persona prima di partire mi ha detto:

Devi superare il primo anno. Se superi il primo anno e' fatta, ci puoi stare tutta la vita la'. Guarda me.

Lei viene dal Brasile e ora e' a Torino.
Ma a Torino e' facile stare. E' la mia citta' :)

Scherzo.

:)

venerdì 24 gennaio 2014

da una lettera di Luca Parmitano

"E se il bivio sarà impervio - quando gli ostacoli sembreranno insormontabili, quando la luce non arriverà a illuminarvi il passo - sappiate che a volte è necessario perdersi nel buio per potersi trovare. Abbracciate le difficoltà: impreziosiranno il percorso. Cercate le sfide: renderanno il passo più sicuro."

venerdì 10 gennaio 2014

un nuovo weekend?

Ho un po' paura. Tardo ad uscire dal lavoro perche' non ho voglia che inizi il weekend. Pensare di affrontarlo non mi va. E quindi sto qua.
Mi sento sola. Vorrei tanto essere a casa. Casa casa intendo, quella vera.
Ho un sacco di cose organizzare in questo weekend.
Ma se esco, e il venerdi'-ultimo-giorno-di-lavoro di trasforma in venerdi'-inizio-del-we, beh, non mi va.

mi
fa
paura


mercoledì 8 gennaio 2014

amore, lettera ai Corinzi

“Love is patient, 

love is kind, 

It does not envy, it does not boast, 

it is not proud.  

It is not rude, 

it is not self-seeking, 

it is not easily angered, 

it keeps no record of wrongs."


- 1 Corinthians 13:4-5

stardust

Everything changes 
In the blink of an eye 

It's been a while 
I still carry the flame 
I wanna know 
Will I see you again 

See you again 
See you again 

Want you to know 
What you mean to me 
What would take 
Take you to see 

I could put a little stardust in your eyes 
Put a little sunshine in your life 
Give me a little hope you'll feel the same 
And I wanna know will I see you again 
Will I see you again 

nuovi percorsi

Iniziato e' iniziato l'anno. E io sono tornata qua dopo le vacanze di Natale a casa.
Non sono state vacanze rilassanti come mi sarei aspettata, ma *la vita fa quello che vuole*, uno dei miei motti preferiti, e stavolta aveva deciso di crearmi qualche casino.
Ma non importa perche' le cose non positive che accadono sono sempre messe sul nostro cammino per insegnarci qualcosa, e quel qualcosa lo capiamo quando il tempo e' trascorso e guardiamo indietro, e vediamo finalmente cosa era quella prova e cosa ci voleva insegnare. Nel mentre, ok, siamo in balia di una tempesta, terribile o meno terribile, ma sempre provante.
Ricordo una frase, anche se non rammento le parole esatte, del mio libro preferito, Monte Cinque di Coelho. La frase diceva all'incirca:
Il signore ci mette di fronte solo le prove che possiamo superare

E io ho sempre pensato fosse molto vero. Insomma, il Signore non ci metterebbe di fronte a cose che non fossimo in grado di superare. A noi spesso le nostre sfide sembrano insormontabili. Ma alla fine, nuota quasi affogando, annaspa, arranca nella nebbia, si superano.
Questo mi da' forza. Perche' penso che qualsiasi cosa succeda nella vita, per quanto difficile, sapro' superarla.
Nel dolore ci si deve affondare. Non lo si deve negare, non si deve far finta che non esista, non si devono trovare scappatoie. Bisogna che esso ci penetri, che ci entri dentro e ci riempia, fino a che verra' trasformato in linfa vitale, e non sara' mortale come pensavamo sarebbe stato. Sara' come una medicina che ci guarira'. Amara, cattiva da mandare giu'. Ma medicina. Che guarisce quindi. Lenisce, guarisce, sana.

Sono piena di propositi.
Perche' sono un po' stufa di essere preoccupata che le cose non vadano come dico io, o non siano perfettamente identiche a quello che mi ero prefissa. Voglio accontentarmi. Cio' non vuol dire che lascio che le cose vadano come vogliano tipo lasciar cadere una biglia su un piano inclinato.
NO.
Il piano inclinato SONO IO.
Sono io a far muovere la biglia. Non sono io la biglia. Voglio essere io a guidare la mia vita, a decidere, a essere il piano che si inclina, a non lasciar accadere le cose.
Ma voglio anche accettare tutto cio' che ho.
Se la vita mi ha posto una prova, basta scappare. Basta fuggire. Basta mentire a me stessa dicendo che io ho gia' imparato quella lezione.
Voglio dire. La vita mi ha portato in Olanda per imparare a vivere la mia solitudine, per imparare il silenzio, per imparare il riserbo, per imparare e capire che devo e posso farcela da sola per ogni cosa della mia vita. Il che non significa che non posso chiedere aiuto. Il che significa che non posso appigliarmi a qualcuno solo per paura. Paura di non farcela, paura di non si sa cosa, paura del futuro, paura del tempo da sola. E in questo primo step di mesi qua, ho fallito. Ho fatto finta di non sentire la solitudine, ho mentito a me stessa dicendo che io ero ok, che tutto andava bene. Invece no. Non avevo imparato nessuna lezione. E sono di nuovo qua. Lo vedo un po' come un cerchio. Dovevo superare una prova. Fallita. Da capo.

Queste le mie riflessioni.
Ho scavato davvero a fondo dentro me stessa queste vacanze. E' stato duro, perche' spesso mi metto a tacere, o evito di riflettere, o rifletto due minuti. Ma due minuti non sono sufficienti. Mi sono sempre nascosta dietro il fatto che fossi una che si faceva guidare dall'istinto. Vero. Ma spesso falso. Mi lascio guidare dall'istinto nelle cose che faccio. Ma spesso non ci rifletto a sufficienza e lascio che le mie paure agiscano per me, mascherandole da coraggio. Per essere chiara: come se, di fronte a pantaloni stretti che un tempo andavano bene, dicessi Ok, non vanno bene perche' forse ho usato il lavaggio sbagliato, compriamone un nuovo paio. Non rifletto sul fatto che magari sono ingrassata, magari c'e' un'ansia dietro, magari sbaglio alimentazione. Dico che non e' colpa mia ma della lavatrice. Non e' il mio caso, i miei pantaloni mi stanno ancora, anche se ho preso qualche kg. Mistero. Era solo un esempio. Forse nemmeno esplicitante. Ma vabbe'. Io so cosa intendo. :)

E quello che voglio fare e' in questa breve lista.



Anno 2014 - obiettivi di lungo periodo


  • imparare il riserbo. Non chiedere sempre a tutti i pareri, i suggerimenti, i tu cosa faresti. Chiedi a te stessa Valentina. 
  • preparare *se eventuali injuries non si mettono di traverso* una mezza maratona
  • dimagrire, perdendo i kg accumulati da settembre a dicembre 2013, arrivando a 58 kg. Obiettivo perdita: 7kg. Il che attraverso il cambiamento *serio* delle mie abitudini alimentari, che ho scoperto essere sbagliate in molte cose, e questo grazie ad Arianna, colei che mi aiutera' in questo percorso.
  • no more Eating Night Syndrome (e ammesso a me stessa qualche mese fa, e' stato il piu' grande passo per guarirne). No, non era normale mangiare di notte Valentina, no. Ora lo sai. Tanto sport non era il motivo, proprio no.
  • imparare la solitudine. Tutto il discorso fatto prima cioe'.

Anno 2014 - obiettivi di breve periodo

  • vivi ogni giorno, gustandolo
  • fai piani settimanali. Sii concentrata su piccoli obiettivi settimanali.
Quelli di questa settimana sono:
  • pre corso online di Prince2 
  • correre almeno due volte. Easy. No matter times and min/km. Solo correre per correre. Stop. Freely.
  • non cedere nella dieta. Lo sto facendo per me. Non sono restrizioni di cibo. Sono riorganizzazioni di cibo, perche' prima avevo abitudini totalmente errate. Sono cambiamenti che faccio perche' necessito di stare bene, di non sentirmi piu' perennemente stanca, di sentirmi piena di forza.
  • organizzare pranzi e cene per tutta la settimana. Questo gia' fatto. :)

Buon 2014. 

lunedì 6 gennaio 2014

Don't You Quit

When things go wrong, as they sometimes will,
When the road you're trudging seems all uphill,
When the funds are low and the debts are high,
And you want to smile, but you have to sigh,
When care is pressing you down a bit-
Rest if you must, but don't you quit.Life is queer with its twists and turns,
As every one of us sometimes learns,
And many a fellow turns about
When he might have won had he stuck it out.
Don't give up though the pace seems slow -
You may succeed with another blow.Often the goal is nearer than
It seems to a faint and faltering man;
Often the struggler has given up
Whe he might have captured the victor's cup;
And he learned too late when the night came down,
How close he was to the golden crown.Success is failure turned inside out -
The silver tint in the clouds of doubt,
And you never can tell how close you are,
It might be near when it seems afar;
So stick to the fight when you're hardest hit -
It's when things seem worst that you must not quit.