lunedì 29 luglio 2013
venerdì 26 luglio 2013
Oggi compio 30 anni
In realta' li compio stasera alle 20.30. Ora sono ancora una 29enne.
La giornata e' grigissima. Ma dico io. Sono due settimane, se non tre, che fa bello, non dico come in Italia, ma sembra estate anche qua. Ma perche' oggi che e' il mio compleanno e' grigio topo?
Uffa.
Auguri.
30 giorni qua in Olanda.
30 anni.
Che ci sia il 3 davanti mi fa un po' impressione. Poco cambia in realtá.
Non mi posso scrollare del tutto la sensazione di ''uff sono qua e vorrei essere la' e oggi e' il mio compleanno''.
Ma cosi' e'.
Stamattina sono andata al bar e mi sono presa una spremuta e un biscotto alle mandorle. Un biscotto morbido. Il mio modo per dirmi buon compleanno.
E guardo un po' speranzosa quella cassetta della posta.
aggiornamento: e' uscito il sole. Dai dai dai sole. Spunta please.
La giornata e' grigissima. Ma dico io. Sono due settimane, se non tre, che fa bello, non dico come in Italia, ma sembra estate anche qua. Ma perche' oggi che e' il mio compleanno e' grigio topo?
Uffa.
Auguri.
30 giorni qua in Olanda.
30 anni.
Che ci sia il 3 davanti mi fa un po' impressione. Poco cambia in realtá.
Non mi posso scrollare del tutto la sensazione di ''uff sono qua e vorrei essere la' e oggi e' il mio compleanno''.
Ma cosi' e'.
Stamattina sono andata al bar e mi sono presa una spremuta e un biscotto alle mandorle. Un biscotto morbido. Il mio modo per dirmi buon compleanno.
E guardo un po' speranzosa quella cassetta della posta.
aggiornamento: e' uscito il sole. Dai dai dai sole. Spunta please.
giovedì 25 luglio 2013
Domani compio 30 anni
... e sono un po' triste.
Ma voglio essere felice.Voglio sperare accadra' qualcosa di bello. Tipo una sorpresa.
E se non sara' pazienza.
Andro' a mangiare al ristorante. Forse al greco. Oppure al localino sulla spiaggia solo pesce. Magari la piramide di pesce che ho visto.
E poi apriro' il regalo che mamma mi ha spedito e i due bigliettini che ho.
E poi voglio essere serena, anche se non sono a casa mia, ma qua.
30 anni indicano che sono matura. E le persone mature non sono tristi se non c'e' motivo di esserlo.
Quindi I want to be.
Il mio stato d'animo e' questo. E' qualche giorno che ho in mente questa canzone...
Another summer day
Has come and gone away
In Paris and Rome
But I wanna go home
May be surrounded by
A million people I
Still feel all alone
I just wanna go home
Oh, I miss you, you know
And I've been keeping
all the letters that I wrote to you
Each one a line or two
I'm fine baby, how are you?
Well I would send them
but I know that it's just not enough
My words were cold and flat
And you deserve more than that
Another aeroplane
Another sunny place
I'm lucky, I know
But I wanna go home
I've got to go home
Let me go home
I'm just too far
from where you are
I wanna come home
And I feel just like I'm living someone else's life
It's like I just stepped outside
When everything was going right
And I know just why you could not
Come along with me
Cause this was not your dream
But you always believed in me
Another winter day has come
And gone away
In even Paris and Rome
And I wanna go home
Let me go home
And I'm surrounded by
A million people I
Still feel all alone
Oh, let me go home
Oh, I miss you, you know
Let me go home
I've had my run
Baby, I'm done
I gotta go home
Let me go home
It will all be all right
I'll be home tonight
I'm coming back home
Mi sembra che le parole mi si calino perfettamente addosso. Come se fossi stata io a scriverle.
martedì 23 luglio 2013
Cazzate
Cazzate, sono solo grosse cazzate che dicono che e' tutto facile blabla. Non e' per niente tutto facile.
Problemi con la carta di credito che non ricevo perche' mi dicono che e' ritornata al mittente perche' l'indirizzo era sbagliato. Mi chiedo perche' allora tutte le 6 lettere per l'attivazione di vari codicini del cavolo siano arrivate, e la lettera contenente la carta di credito, no.
Problemi con il contratto internet. Chiamo per sapere quando mi arrivera' il pacco con il modem, e, oh, non c'e' nessun contratto a mio nome. Mezz'ora al telefono per fare un'altro contratto.
Problemi con la casa perche' devo pagare mille milioni di cose prima di avere le chiavi.
Che du balls.
Si fottano.
Problemi con la carta di credito che non ricevo perche' mi dicono che e' ritornata al mittente perche' l'indirizzo era sbagliato. Mi chiedo perche' allora tutte le 6 lettere per l'attivazione di vari codicini del cavolo siano arrivate, e la lettera contenente la carta di credito, no.
Problemi con il contratto internet. Chiamo per sapere quando mi arrivera' il pacco con il modem, e, oh, non c'e' nessun contratto a mio nome. Mezz'ora al telefono per fare un'altro contratto.
Problemi con la casa perche' devo pagare mille milioni di cose prima di avere le chiavi.
Che du balls.
Si fottano.
domenica 21 luglio 2013
Amsterdam
Oggi siamo andati a visitare Amsterdam. Io non ci ero mai stata, e la strategia non è stata quella di visitare il più possibile, ma di va-ga-bon-da-re. Senza nessuna meta, senza nessuna roba da vedere assolutamente. L'unico obiettivo era di fare foto stupide.
Abbiamo camminato tantissimo. Piedi provati da queste camminate.
Ecco le foto della gita.
E un'altra settimana è finita.
Inizia la quarta domani, l'ultima del mese.
E si avvicina il mio compleanno. 30 anni e non sentirli eh?
Abbiamo camminato tantissimo. Piedi provati da queste camminate.
Ecco le foto della gita.
E un'altra settimana è finita.
Inizia la quarta domani, l'ultima del mese.
E si avvicina il mio compleanno. 30 anni e non sentirli eh?
sabato 20 luglio 2013
Down
Oggi è decisamente un giorno no. E' qualche mattina che, quando sto per svegliarmi, mi sembra di essere a casa mia, casa casa in Italia intendo. E non la casa in cui vivevo. Ma la stanza di me e mia sorella. E mi sembra di essere là, e apro gli occhi convinta di vedere le immagini della mia camera e invece sono nel cubicolo olandese. Sì, perchè è un cubicolo la stanza in cui dormo. Praticamente il letto è incassato nel muro, non saprei come spiegarmi. Il letto occupa totalmente metà stanza. Quindi per andare a dormire devo tuffarmici dentro. Lateralmente non è possibile.
Ad ogni modo è qualche giorno che mi capita di pensare Oh che serenità sono in camera mia. Poi apro gli occhi e bam. Sono qua.
Oggi dicevo, giornata pessima. Non ne è andata una dritta.
Sono andata a comprare una sim olandese. La metto nel mio cellulare e scopro che il cellulare è bloccato, non posso mettere nessuna sim dentro. Poco male perchè tanto dovevo anche comprare il cellulare, visto che il mio ha deciso di spegnersi a intervalli regolari, così, senza ragione. E non accenna a riaccendersi se non dopo qualche maltrattamento. Così sono senza cellulare funzionante. Il wifi gli piace a volte sì, a volte no.
Pensavo di poterlo avere quando a fine luglio è prevista una piccola trasfertina guarda caso a Torino, ma forse no. Perchè M. me lo compra, sì. Ma forse meglio che me lo compro io qua. Insomma niente di fatto, poche idee ma confuse.
Mi ritrovo con questo cazzo di cellulare che ha smesso di funzionare due giorni dopo che sono arrivata qua, mi ritrovo con una sim che non posso mettere da nessuna parte. E fra poco non avrò nemmeno più il wifi a casa. Sì perchè cambio casa la prossima settimana e fino al 17 agosto non avrò il nuovo contratto wifi. Questa è stata la seconda notizia no della giornata. Perchè ci mettono 3 settimane per spedirmi un modem di merda. Grazie compagnia olandese, grazie. Quindi no communications for a while. Fottetevi.
Scopro poi anche che M. non ci sarà per la mia piccola trasfertina forse-quasi-certa a Torino a fine luglio, perchè M. ha una trasferta a Trapani e si è preso due giorni di ferie per stare al mare. Io valgo meno di un bagno. Mi sembra giusto. Ognuno ha le sue priorità per carità.
Ma oggi a me il mondo fa cagare.
Inoltre Party ritorna a Londra. Lei non ha voglia e io sono triste con lei. Mi sono già svegliata triste. Ho sto nodo in gola e fanculo.
Ad ogni modo è qualche giorno che mi capita di pensare Oh che serenità sono in camera mia. Poi apro gli occhi e bam. Sono qua.
Oggi dicevo, giornata pessima. Non ne è andata una dritta.
Sono andata a comprare una sim olandese. La metto nel mio cellulare e scopro che il cellulare è bloccato, non posso mettere nessuna sim dentro. Poco male perchè tanto dovevo anche comprare il cellulare, visto che il mio ha deciso di spegnersi a intervalli regolari, così, senza ragione. E non accenna a riaccendersi se non dopo qualche maltrattamento. Così sono senza cellulare funzionante. Il wifi gli piace a volte sì, a volte no.
Pensavo di poterlo avere quando a fine luglio è prevista una piccola trasfertina guarda caso a Torino, ma forse no. Perchè M. me lo compra, sì. Ma forse meglio che me lo compro io qua. Insomma niente di fatto, poche idee ma confuse.
Mi ritrovo con questo cazzo di cellulare che ha smesso di funzionare due giorni dopo che sono arrivata qua, mi ritrovo con una sim che non posso mettere da nessuna parte. E fra poco non avrò nemmeno più il wifi a casa. Sì perchè cambio casa la prossima settimana e fino al 17 agosto non avrò il nuovo contratto wifi. Questa è stata la seconda notizia no della giornata. Perchè ci mettono 3 settimane per spedirmi un modem di merda. Grazie compagnia olandese, grazie. Quindi no communications for a while. Fottetevi.
Scopro poi anche che M. non ci sarà per la mia piccola trasfertina forse-quasi-certa a Torino a fine luglio, perchè M. ha una trasferta a Trapani e si è preso due giorni di ferie per stare al mare. Io valgo meno di un bagno. Mi sembra giusto. Ognuno ha le sue priorità per carità.
Ma oggi a me il mondo fa cagare.
Inoltre Party ritorna a Londra. Lei non ha voglia e io sono triste con lei. Mi sono già svegliata triste. Ho sto nodo in gola e fanculo.
venerdì 19 luglio 2013
Finestre aperte e nessuna tenda
Una cosa che mi ha stupito parecchio. E anche incuriosito. Noi italiani siamo curiosi per natura penso. E capitare in un posto in cui tutte le case sono basse, e tutte sono piene di queste ampie finestre, senza tende, ci fa guardare dentro. Non e' essere curiosi della vita altrui. E' piu' che altro un capire come mai non hanno le tende. E come arredano casa. Cosa ci mettono dentro. Sembra che non abbiano logica: la lavatrice vicino alla libreria, l'asciugatrice vicino al frigorifero. Sembrano sfruttare i posti in maniera casuale, senza seguire un qualche rigore funzionale. Beh naviga che ti naviga ho scoperto che ...
Ad ogni modo mi sono scoperta molto molto metereopatica. Mi e' difficile essere serena quando e' tutto grigio. Sto avendo due settimane di quasi estate qua, ma in realtá colleghi mi dicono che e' molto anomalo, che in inverno dovro' fare un atto di fede e credere che il sole esiste anche se io non lo vedo. Non so se ce la posso fare. Le prime due settimane di permanenza qua sono state fredde e con le maniche lunghe. E sentivo la lontananza da casa e da tutto e da tutti. Beh chiaramente alcuni amici sono spariti. E' cosi' che succede no? Tanto amici e poi basta non essere piu' fisicamente a portata di mano che ci si perde. Beh meglio perdere qualcosa che tanto non e' incollato bene no? Ci si scotta di meno.
Sto perdendo il filo del discorso.
Sono metereopatica.
Patisco col freddo. Col grigio, col vento. Col freddo. Lo ripeto perche' fa molto freddo.
Devo lavorare su me stessa per capire che il sole e' dentro di me. Devo farlo risplendere anche quando fuori e' grigio. Altrimenti non ne esco piú. E' una terapia che devo fare da sola. Riflettere che il tempo dentro di me non dipende dal tempo fuori di me. Son due cose distinte.
Ho conosciuto Maurizio. E' una di quelle persone che mi fanno ridere. Dalla mattina alla sera. E' nel mio stesso residence e ci siamo scontrati sulle scale due settimane fa. E da allora le cose vanno un pochino meglio. Rido un sacco. E' una sorta di compagno di avventure.
Passo e chiudo.
Si sta rannuvolando porca miseria.
Iniziamo con la terapia.
Fuori non importa se ci sono le nuvole Valentina. Ce la puoi fare. Sii serena a prescindere dalle nuvole. Siilo.
Amsterdam ed i Paesi Bassi in generale sono famosi per le ampie vetrate senza tende, un retaggio del controllo sociale apportato dal movimento calvinista che ha messo radici secoli fa nel North Holland. Il fatto che permanga la tradizione di permetterti di guardare nel privato degli altri così da farti capire che non stanno facendo nulla di male, non significa che potete appiccicare il naso ai vetri o indicare con il dito ciò che vedetefonte > http://www.zingarate.com/network/amsterdam/visitare-amsterdam-vacanze.html
Ad ogni modo mi sono scoperta molto molto metereopatica. Mi e' difficile essere serena quando e' tutto grigio. Sto avendo due settimane di quasi estate qua, ma in realtá colleghi mi dicono che e' molto anomalo, che in inverno dovro' fare un atto di fede e credere che il sole esiste anche se io non lo vedo. Non so se ce la posso fare. Le prime due settimane di permanenza qua sono state fredde e con le maniche lunghe. E sentivo la lontananza da casa e da tutto e da tutti. Beh chiaramente alcuni amici sono spariti. E' cosi' che succede no? Tanto amici e poi basta non essere piu' fisicamente a portata di mano che ci si perde. Beh meglio perdere qualcosa che tanto non e' incollato bene no? Ci si scotta di meno.
Sto perdendo il filo del discorso.
Sono metereopatica.
Patisco col freddo. Col grigio, col vento. Col freddo. Lo ripeto perche' fa molto freddo.
Devo lavorare su me stessa per capire che il sole e' dentro di me. Devo farlo risplendere anche quando fuori e' grigio. Altrimenti non ne esco piú. E' una terapia che devo fare da sola. Riflettere che il tempo dentro di me non dipende dal tempo fuori di me. Son due cose distinte.
Ho conosciuto Maurizio. E' una di quelle persone che mi fanno ridere. Dalla mattina alla sera. E' nel mio stesso residence e ci siamo scontrati sulle scale due settimane fa. E da allora le cose vanno un pochino meglio. Rido un sacco. E' una sorta di compagno di avventure.
Passo e chiudo.
Si sta rannuvolando porca miseria.
Iniziamo con la terapia.
Fuori non importa se ci sono le nuvole Valentina. Ce la puoi fare. Sii serena a prescindere dalle nuvole. Siilo.
Nuovo inizio
E alla fine e' successo. Mandando quel curriculum avevo la certezza che mi avrebbero presa. Io che sono la persona piu' statica del mondo e che mai avrei voluto muovermi. Io che ero terrorizzata dalle trasferte e che volevo stare ferma immobile nel mio paese da qui all'eternitá.
Pero' sentivo dentro di me che dovevo vincere le mie paure, che dovevo mettermi di impegno e che l'unico modo per farcela a sconfiggere cio' che temevo, era proprio entrare a pie' pari in quel che piu' temevo.
E cosi' ho mandato quel curriculum. Chiedevano esattamente quello che ero. Il mio curriculum era la fotocopia di quello che cercavamo. Sapevo che sarebbe andato bene il primo step, sapevo che mi avrebbero chiamato dall'Olanda e sapevo che il colloquio in Olanda era andato bene. Lo sentivo proprio dentro di me. Ho cercato di non pensarci, di non pensare che entro poco sarei andata via. Ma lo sapevo. Era come una certezza senza avere la certezza.
E' andata cosi'.
E sono qua adesso. Dopo 20 giorni. Circa. 23 per la precisione.
23 perche' li conto. Si forse non dovrei, forse fa piu' male che bene contare i giorni che passano. Li conto nel diario, di carta, una bellissima agenda rossa che mi ha regalato M. quando eravamo andati a Firenze. Pelle rossa magnifica con un cordino di pelle marrone scura.
Due settimane, le prime due, difficilotte.
Ora devo riuscire ad accettare il vento, il freddo, le maniche lunghe a luglio. Devo pensare a tutto quello che posso conoscere, alle persone, alla cultura, alla grande opportunitá. E' un percorso. I percorsi non sono mai facili.
Questa e' la mia sfida.
Pero' sentivo dentro di me che dovevo vincere le mie paure, che dovevo mettermi di impegno e che l'unico modo per farcela a sconfiggere cio' che temevo, era proprio entrare a pie' pari in quel che piu' temevo.
E cosi' ho mandato quel curriculum. Chiedevano esattamente quello che ero. Il mio curriculum era la fotocopia di quello che cercavamo. Sapevo che sarebbe andato bene il primo step, sapevo che mi avrebbero chiamato dall'Olanda e sapevo che il colloquio in Olanda era andato bene. Lo sentivo proprio dentro di me. Ho cercato di non pensarci, di non pensare che entro poco sarei andata via. Ma lo sapevo. Era come una certezza senza avere la certezza.
E' andata cosi'.
E sono qua adesso. Dopo 20 giorni. Circa. 23 per la precisione.
23 perche' li conto. Si forse non dovrei, forse fa piu' male che bene contare i giorni che passano. Li conto nel diario, di carta, una bellissima agenda rossa che mi ha regalato M. quando eravamo andati a Firenze. Pelle rossa magnifica con un cordino di pelle marrone scura.
Due settimane, le prime due, difficilotte.
Ora devo riuscire ad accettare il vento, il freddo, le maniche lunghe a luglio. Devo pensare a tutto quello che posso conoscere, alle persone, alla cultura, alla grande opportunitá. E' un percorso. I percorsi non sono mai facili.
Questa e' la mia sfida.
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