venerdì 19 luglio 2013

Nuovo inizio

E alla fine e' successo. Mandando quel curriculum avevo la certezza che mi avrebbero presa. Io che sono la persona piu' statica del mondo e che mai avrei voluto muovermi. Io che ero terrorizzata dalle trasferte e che volevo stare ferma immobile nel mio paese da qui all'eternitá.
Pero' sentivo dentro di me che dovevo vincere le mie paure, che dovevo mettermi di impegno e che l'unico modo per farcela a sconfiggere cio' che temevo, era proprio entrare a pie' pari in quel che piu' temevo.
E cosi' ho mandato quel curriculum. Chiedevano esattamente quello che ero. Il mio curriculum era la fotocopia di quello che cercavamo. Sapevo che sarebbe andato bene il primo step, sapevo che mi avrebbero chiamato dall'Olanda e sapevo che il colloquio in Olanda era andato bene. Lo sentivo proprio dentro di me. Ho cercato di non pensarci, di non pensare che entro poco sarei andata via. Ma lo sapevo. Era come una certezza senza avere la certezza.
E' andata cosi'.
E sono qua adesso. Dopo 20 giorni. Circa. 23 per la precisione.
23 perche' li conto. Si forse non dovrei, forse fa piu' male che bene contare i giorni che passano. Li conto nel diario, di carta, una bellissima agenda rossa che mi ha regalato M. quando eravamo andati a Firenze. Pelle rossa magnifica con un cordino di pelle marrone scura.
Due settimane, le prime due, difficilotte.
Ora devo riuscire ad accettare il vento, il freddo, le maniche lunghe a luglio. Devo pensare a tutto quello che posso conoscere, alle persone, alla cultura, alla grande opportunitá. E' un percorso. I percorsi non sono mai facili.

Questa e' la mia sfida. 

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